Chi siamo

Il Servizio per la Promozione del Sostegno economico alla Chiesa è stato costituito nel 1989 presso la Segreteria Generale della CEI come struttura di supporto operativo ed esecutivo delle iniziative per la promozione del sostegno economico alla Chiesa alla luce della riforma concordataria del 1984.
I criteri di riferimento e le modalità utilizzate dal Servizio per l’azione di sensibilizzazione sono contenute nel documento dei vescovi italiani “Sovvenire alle necessità della Chiesa. Corresponsabilità e partecipazione dei fedeli”, approvato nella XXX Assemblea Generale Straordinaria dell’episcopato italiano (novembre 1988). In esso vengono indicate le valenze teologiche e le direttive pastorali dell’episcopato in ordine alla corretta impostazione ed alla articolazione concreta del rapporto della Chiesa con i beni temporali e le risorse finanziarie. In secondo luogo, si chiamano tutti i battezzati, in particolare i fedeli laici, ad una partecipazione più diretta e corresponsabile nell’amministrazione delle risorse materiali, in vista del raggiungimento delle finalità spirituali della Chiesa.

In sintesi estrema, i criteri e le modalità seguite per l’azione di promozione sono:

• presentare ai fedeli ed all’opinione pubblica la questione in tutta la sua ampiezza, evidenziando, in modo particolare, le molteplici iniziative realizzate con i fondi ricevuti;
• informare e sensibilizzare la popolazione utilizzando sussidi, competenze tecniche e strutture di comunicazione sociale, tenendo sempre presente lo scopo formativo dell’azione di promozione;
• aiutare le Parrocchie e tutte le realtà ecclesiali (associazioni, movimenti, confraternite ecc.).

Per fare questo dal 1988 la CEI ha predisposto la nomina e l’effettivo funzionamento di un insieme di incaricati diocesani per la promozione del sostegno economico alla Chiesa, che lavorano in stretta sinergia con il Servizio Nazionale.

Comunione, corresponsabilità, partecipazione dei fedeli, perequazione, solidarietà, trasparenza e libertà: sono alcuni dei pilastri su cui si fonda il sostegno economico alla Chiesa scaturito dalla revisione concordataria del 1984. Sono valori che rendono più ricca spiritualmente l’intera comunità. Insieme, laici e sacerdoti, sono chiamati a testimoniare con la loro vita questi valori e ad amministrare i beni spirituali e materiali che la Chiesa possiede. E sono anche chiamati, corresponsabilmente, al reperimento delle risorse necessarie al sostegno della vita e della missione della Chiesa.

Ma da dove deriva il dovere proprio di tutti i battezzati di sostenere economicamente la Chiesa? Deriva da una precisa idea che il Concilio Vaticano II ci ha insegnato: “una Chiesa che è manifestazione concreta del mistero della comunione e strumento per la sua crescita, che riconosce a tutti i battezzati che la compongono una vera uguaglianza nella dignità e chiede a ciascuno l’impegno della corresponsabilità, da vivere in termini di solidarietà non soltanto affettiva ma effettiva, partecipando, secondo la condizione e i compiti propri di ciascuno, all’edificazione storica e concreta della comunità ecclesiale e assumendo con convinzione e con gioia le fatiche e gli oneri che essa comporta” (Sovvenire alle necessità della Chiesa. Comunione e corresponsabilità dei fedeli, Episcopato Italiano, 1988).

Il sistema di sostegno economico alla Chiesa cattolica post-concordatario è, dunque, sicuramente ricco di valori e può contribuire, nel tempo, a coinvolgere la comunità dei fedeli ad una partecipazione e corresponsabilità ecclesiale “effettiva” e non solo “affettiva”.

Si tratta di una sfida permanente capace, però, di educarci ad essere sempre più quella Chiesa “casa e scuola di comunione” descritta dal Concilio Vaticano II. Una Chiesa nella quale si accantonano piccoli e grandi egoismi, gelosie, provincialismi. Quindi nulla ha inventato o imposto il nuovo “sovvenire” alle necessità della Chiesa avviato dopo il 1984. Piuttosto esso contribuisce a favorire la realizzazione pratica della Chiesa-comunione dove i fedeli sono chiamati responsabilmente a provvederla del necessario, anche economico, perché abbia tutto quanto le occorre per assolvere alla sua missione di annuncio del Vangelo, di santificazione attraverso i Sacramenti, di assistenza pastorale e caritativa. Una sfida educativa che contribuirà al bene comune dell’intera comunità ecclesiale e civile.